
Le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dall’ex assessore Andrea Coppo, definite “preoccupanti” dal gruppo consiliare Vercelli Amica, hanno indotto due dei suoi componenti, Maurizio Randazzo e Stefano Pasquino, a presentare un’interrogazione al sindaco Maura Forte e agli assessori competenti. In particolare vengono citati alcuni passaggi dell’intervista, in cui Coppo dichiara che dall’operazione Atena il Comune avrebbe avuto a disposizione un ‘tesoretto’ da spendere per la città, e precisamente: 120mila euro per la videosorveglianza, 800mila per il verde, 350mila per gli impianti sportivi, 650mial per la basilica di Sant’Andrea e un milione e 800mila per le scuole. “Avete visto per caso nuove telecamere? Riguardo al verde, vedete tutti in che stato è la città: dai Cappuccini al Cervetto. Per gli impianti sportivi, mi pare – avrebbe dichiarato Coppo – che i soldi non siano stati utilizzati neanche in minima parte. Per quanto riguarda le scuole, penso ai lavori alla Gozzano e al completamento delle opere alla Rosa Stampa, s’è mosso qualcosa? Io trovo assurda l’incapacità di spendere, un fatto che avrà delle conseguenze esiziali per la città, perché i soldi vanno spesi entro il 31 dicembre. Invece, per poterli riutilizzare il prossimo anno, con non poche difficoltà, sarà necessario attingere agli avanzi di bilancio, ma solo dopo il conto consuntivo”. Inoltre Coppo, citano testualmente Randazzo e Pasquino, avrebbe aggiunto: “Dobbiamo assolutamente recuperare quei due milioni accertati dalla task-force e anche gli ulteriori crediti che ci verranno segnalati dall’Agenzia delle entrate. Se non lo faremo, rischiamo di non poter realizzare investimenti perché con i nuovi equilibri di bilancio potremo spendere – pena la violazione del patto di stabilità – solo i soldi già in nostro possesso, non, come avveniva con le vecchie norme, i crediti semplicemente accertati.” Ultima affermazione sotto la lente di Vercelli Amica riguarda l’aggravio di spesa per l’introduzione del sistema di raccolta differenziata porta a porta, stimato dall’ex assessore tra gli 800 e i 900mila euro all’anno. “Significa che dovremmo ritoccare al rialzo la tariffa”. Gli interroganti chiedono ora al sindaco se tutto quanto affermato da Coppo corrisponda a verità.