
Il 9 ottobre del 2013, il consigliere comunale Stefano Pasquino presso Palazzo Marino a Milano sottoscriveva come referente per il Comune di Vercelli il “Manifesto dei Sindaci per la legalità del gioco d’azzardo”, a distanza di circa tre anni possiamo fare un bilancio?
SP “In periodi di crisi, con l’accrescersi delle disuguaglianze economico-sociali, la contrazione del welfare e l’inasprirsi delle situazioni di bisogno anche estremo, per milioni di italiani il ricorso alla fortuna sembra rappresentare l’unica, ma illusoria opportunità per rimettere a posto le cose”.
Il 6% dei giocatori abituali, ossia circa un milione e mezzo di italiani secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rientra nella categoria dei giocatori affetti da disturbi comportamentali compulsivi.
SP “Ma il problema non è riducibile alla patologia del problema. Il problema è a monte, nelle scelte e pertanto è etico, politico, economico e al tempo stesso civile. Il gioco d’azzardo di massa, forse, trasferisce ricchezza, ma non ne produce. Non solo, la pervasività dei nuovi giochi a moneta rischia di compromettere destinazione e natura di luoghi da sempre ritenuti primariamente d’incontro, anziché di consumo (pensiamo ai bar, ma anche alle sale d’attesa)”.
Come si è comportata l’amministrazione comunale di Vercelli?
SP “Dopo un tentativo di poco successo con una ordinanza comunale che prevedeva la detassazione di 250 Euro ai titolari che restituiscono la licenza di utilizzo nel proprio locale delle macchine elettroniche, con l’adesione di un solo commerciante, dal 1 agosto 2016 i titolari di bar ed esercizi pubblici hanno applicato alla lettera l’ordinanza firmata dal sindaco Maura Forte che ha imposto lo spegnimento delle slot machine dalle 11 alle 16, un arco di tempo scelto per allontanare una fascia di potenziali clienti, i giovani, da ogni tentazione. E da ogni rischio di ludopatia, la malattia del gioco d’azzardo. L’ordinanza recentemente pubblicata trae origine da una legge regionale in materia di tutela della salute. La norma prevede una limitazione sull’uso delle macchinette mangiasoldi di almeno tre ore al giorno. Vale per tutti gli esercizi: sale da gioco, sale scommesse, bar, esercizi pubblici e commerciali, circoli privati. Ogni amministrazione comunale poteva decidere se allargare la fascia oraria minima. Il sindaco di Vercelli ha deciso di ampliarla a cinque ore, dalle 11 alle 16. Un orario in cui i ragazzini, uscendo dalla scuola, potrebbero essere attirati da apparenti guadagni facili”.