
Manifesto tutta la mia profonda preoccupazione per la bozza di decreto per il riordino dei giochi, in circolazione dal 26 marzo, contiene norme difficilmente accettabili, soprattutto per quanto riguarda la pubblicità, la riduzione dell’offerta dei luoghi dove giocare, la tutela dei minori e delle persone fragili, i compiti dei Comuni e delle Regioni.
In riferimento ai poteri dei Comuni e delle Regioni, potete verificare gli articoli: 1, comma 3; 2 comma 2; 3, commi 3 e 4; 6 comma 2; 13 commi 1, 2, 3, 4; 112 c 1 e 2 della bozza di decreto allegata.
Secondo questa bozza i Comuni non avrebbero più alcuna possibilità di pianificazione territoriale in merito al gioco d’azzardo, di stabilire distanze da luoghi sensibili, di stabilire orari. Tutti i loro provvedimenti decadrebbero dopo 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto.
I Sindaci e gli Amministratori locali conoscono le problematiche dei propri territori, e hanno visto l’efficacia delle misure prese in questi anni, pur di grandi difficoltà di fronte a ricorsi Tar e Consigli di Stato. Sarebbe davvero molto problematico, per la salute e il benessere dei propri cittadini, non poter intervenire.
Stefano Pasquino