Un “laboratorio” per il Sant’Andrea

Il Comune di Vercelli prosegue nel percorso di valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale, con particolare attenzione alla Basilica di Sant’Andrea, uno dei simboli più rilevanti della città.

In questo contesto, l’Assessore al Patrimonio Stefano Pasquino ha evidenziato l’importanza di attivare strumenti innovativi di gestione e tutela, tra cui il Partenariato Speciale Pubblico-Privato, già sperimentato con successo in diversi contesti nazionali.

“L’obiettivo è costruire un modello sostenibile che consenta non solo la conservazione, ma anche la piena valorizzazione della Basilica di Sant’Andrea, coinvolgendo competenze e risorse sia pubbliche sia private. In quest’ottica, il riferimento alla ‘fabbrica’ – intesa come organismo permanente di cura e gestione del bene – può rappresentare un modello virtuoso anche per Vercelli”.

Il progetto si inserisce in una visione più ampia di rigenerazione del patrimonio cittadino, capace di coniugare tutela, fruizione e sviluppo culturale, rafforzando il ruolo della città di Vercelli come punto di riferimento storico-artistico.

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Questa intervista approfondisce il valore storico e architettonico della Basilica di Sant’Andrea a Vercelli, evidenziando la sua natura di pionieristico connubio tra lo stile romanico e il gotico francese. L’assessore Stefano Pasquino illustra come l’edificio sia nato dal mecenatismo del Cardinale Guala Bicchieri, distinguendosi per una costruzione rapida e centralizzata rispetto ad altri grandi cantieri medievali. Il dialogo propone inoltre la creazione di una moderna “fabbrica”, ispirata al modello milanese, per garantire una manutenzione sistematica e una promozione turistica più efficace. Questo nuovo ente mirerebbe a valorizzare il complesso non solo come monumento, ma come centro culturale attivo capace di attrarre finanziamenti e ospitare eventi della comunità. In definitiva, la fonte presenta la basilica come una risorsa viva, capace di collegare l’eredità del passato con le prospettive di sviluppo futuro della città.

Intervista il Sant’Andrea di Vercelli tra medioevo e prospettive contemporanee.

Intervistatore: Oggi parliamo della basilica di Sant’Andrea uno dei capolavori del medioevo italiano, assessore al patrimonio del Comune di Vercelli Stefano Pasquino può raccontarci il contesto storico della sua costruzione?

Pasquino: Certamente la basilica fu edificata tra il 1219 e il 1227 in un periodo di grande fermento culturale e religioso il promotore fu il cardinale Guala Bicchieri che portò a Vercelli influenze architettoniche francesi in particolare gotiche maturate durante la sua permanenza in Inghilterra questo rende l’edificio un esempio unico di fusione tra il romanico lombardo e il gotico d’oltralpe.

Intervistatore: Qual era il ruolo della basilica nel contesto medievale della città?

Pasquino: Non era solo un edificio religioso ma un vero centro di potere culturale e economico accanto alla basilica sorse un’abbazia con una comunità di canonici regolari inoltre rappresentava il prestigio della città nel contesto politico dell’epoca in competizione con altri importanti centri del Nord Italia.

Intervistatore: Parlando di organizzazione e gestione possiamo paragonare alla costruzione del Sant’Andrea a quella del Duomo di Milano?

Pasquino: Si, in parte si ma con differenze significative, il Duomo ha iniziato nel 1386 fu gestito dalla veneranda fabbrica del Duomo di Milano un’istituzione strutturata e durata per coordinare i fondi le maestranze e materiali nel caso di Sant’Andrea invece la costruzione fu più rapida e centralizzata grazie al forte impulso di un singolo mecenate come guala bicchieri.

Intervistatore: Arriviamo a una proposta interessante avrebbe senso oggi creare una sorta di fabbrica del Sant’Andrea sul modello milanese?

Pasquino: E’ un’idea molto stimolante una fabbrica moderna potrebbe essere un ente dedicato alla conservazione valorizzazione e promozione del complesso seguendo il modello milanese potrebbe occuparsi di restauri continui gestione dei fondi turismo culturale e ricerca è un progetto su cui stiamo lavorando e che potrebbe essere presentato entro fine anno.

Intervistatore: Quali sarebbero i vantaggi concreti ?

Pasquino: Innanzitutto una manutenzione più sistematica e programmata poi una maggiore capacità di attrarre finanziamenti sia pubblici che privati inoltre potrebbe rafforzare l’identità culturale locale e rendere Sant’Andrea un polo turistico più rilevante nel panorama piemontese.

Intervistatore: Le principali difficoltà quali potrebbero essere?

Pasquino: Sono soprattutto economiche organizzative la fabbrica del Duomo di Milano ha secoli di storia e beneficia di un flusso turistico enorme replicare quel modello a Vercelli richiede adattamenti e una forte collaborazione tra enti locali oltre a una strategia culturale ben definita, tuttavia oggi disponiamo di strumenti come il partenariato speciale pubblico privato che potrebbe rappresentare una soluzione efficace.

Intervistatore: In conclusione possiamo dire che il Sant’Andrea ha ancora un ruolo nel presente?

Pasquino: Assolutamente sì non è solo un monumento del passato ma una risorsa viva con una gestione innovativa può diventare un esempio virtuoso di valorizzazione del patrimonio medievale in chiave contemporanea basti pensare al suo utilizzo per le conferenze, le visite guidate organizzate, inoltre dal 1 gennaio 2026 è possibile celebrare il sacramento del matrimonio presso la basilica di Sant’Andrea una scelta che offre ai cittadini e alle future famiglie l’opportunità di unire le proprie vite in un luogo che racchiude secoli di storia fede e identità collettiva si tratta di un gesto che guarda al futuro ma che fonda saldamente le proprie radici nella grandezza del passato vercellese.

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