Nel corso dell’evento è stato consegnato il premio associato all’evento a Vittoria Brambilla, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.
«Questo premio – riprende Busso – è il tributo al futuro che è ricerca continua e costante soprattutto in agricoltura. Il lavoro di Brambilla contribuisce al miglioramento genetico del riso, favorendo varietà più resilienti a patogeni esterni, quali il brusone, e rispettose dell’ambiente, con ricadute importanti sulla sicurezza alimentare. La sua ricerca unisce innovazione, responsabilità etica, attenzione e rispetto del territorio: valori in cui Donne&Riso si identifica e sostiene da anni».
“Un pomeriggio a tutto riso -ha commentato Stefano Pasquino – non è soltanto un evento: è un momento di incontro, di riflessione e di valorizzazione di una cultura agricola che rappresenta l’identità stessa di Vercelli e della sua provincia. Ringrazio sentitamente l’associazione Donne & Riso per l’impegno, la passione e la continuità con cui, anno dopo anno, riesce a costruire occasioni di dialogo tra tradizione, innovazione e comunità, così come ringrazio tutte le istituzioni che hanno collaborato alla realizzazione di questa edizione.
Il tema scelto per il 2026, “La donna in agricoltura: riso e sorrisi”, è particolarmente significativo. Racconta una storia fatta di lavoro, competenza, resilienza e visione. Le donne hanno avuto e continuano ad avere un ruolo fondamentale nell’agricoltura, spesso silenzioso ma decisivo: dalle mondine di ieri alle imprenditrici, ricercatrici e professioniste di oggi, capaci di coniugare sapere scientifico, sostenibilità e cura del territorio. In questo contesto assume un valore speciale il premio consegnato a Vittoria Brambilla, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. A lei va il nostro più sincero ringraziamento per il contributo scientifico e umano che offre al mondo agricolo e risicolo, dimostrando come la ricerca sia uno strumento essenziale per affrontare le sfide del presente e del futuro: dal cambiamento climatico alla qualità delle produzioni, dalla tutela dell’ambiente alla competitività delle nostre filiere. Eventi come questo ci ricordano che l’agricoltura non è solo economia, ma cultura, relazioni e comunità. È memoria, ma anche innovazione”.


